FAQ · Risposte brevi, con i riferimenti di legge

Domande frequenti

In questa pagina raccogliamo le domande che ci vengono poste più spesso, con risposte brevi e i riferimenti di legge. Ogni caso però ha le sue particolarità: per una valutazione specifica è necessario un colloquio con l'avvocato.

Domande
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Argomenti
10
Scalone con colonne e balaustre in ferro battuto di un palazzo storico
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  1. 01Lo studio e il primo appuntamento
  2. 02Separazione e divorzio
  3. 03Affidamento dei figli
  4. 04Rapporti patrimoniali tra coniugi
  5. 05Successioni e donazioni
  6. 06Procedure esecutive
  7. 07Mediazione civile e commerciale
  8. 08Tutela dei minori
  9. 09Adozioni nazionali e internazionali
  10. 10Adozione di maggiorenni
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Lo studio e il primo appuntamento

Come si prenota un appuntamento con lo Studio?

Puoi telefonare allo 02 8426 9146, scrivere a info@studiolegalearmenio.it oppure usare il modulo contatti. Ti richiamiamo per fissare un colloquio in studio a Milano, in Corso di Porta Vittoria 17, o in videochiamata.

Quanto costa la prima consulenza?

Il costo del primo colloquio ti viene comunicato al momento della prenotazione. Per ogni incarico lo Studio consegna un preventivo scritto con i costi prevedibili, come richiesto dall'art. 13 della L. 247/2012.

Cosa devo portare al primo incontro?

Un documento d'identità, gli eventuali atti già ricevuti o firmati (ricorsi, accordi, sentenze) e, per le questioni economiche, le ultime dichiarazioni dei redditi e i documenti relativi a immobili, mutui e conti.

Lo Studio segue anche clienti fuori Milano o all'estero?

Sì. La sede è a Milano, ma lo Studio segue procedimenti in tutta Italia e casi con elementi internazionali, anche grazie a una rete di colleghi all'estero.

È possibile accedere al patrocinio a spese dello Stato?

Chi ha un reddito inferiore alla soglia di legge può chiedere il patrocinio a spese dello Stato. Ti indicheremo al primo contatto se lo Studio può assisterti con questa modalità.

02

Separazione e divorzio

Quanto costa una separazione consensuale a Milano?

Il costo è dato dal contributo unificato (43 euro per la consensuale), dalla marca da bollo e dal compenso dell'avvocato, calcolato secondo i parametri forensi (D.M. 55/2014 e successivi aggiornamenti). Lo Studio consegna sempre un preventivo scritto prima di iniziare, come previsto dall'art. 13 della L. 247/2012.

Quanto tempo serve per divorziare?

Il divorzio si può chiedere dopo 6 mesi dalla separazione consensuale (o dall'accordo di negoziazione assistita) oppure dopo 12 mesi dalla prima udienza della separazione giudiziale (art. 3 L. 898/1970). Dal 2023 è possibile proporre nello stesso ricorso sia la domanda di separazione sia quella di divorzio (art. 473-bis.49 c.p.c.).

Serve per forza andare in tribunale?

No. Con la negoziazione assistita da almeno un avvocato per parte, i coniugi firmano un accordo che, dopo il nulla osta o l'autorizzazione del pubblico ministero, produce gli stessi effetti di un provvedimento del giudice.

Cosa significa "addebito" della separazione?

È la dichiarazione, chiesta da un coniuge al giudice, che la separazione è dovuta a un comportamento dell'altro contrario ai doveri del matrimonio (art. 151 c.c.). Chi subisce l'addebito perde il diritto all'assegno di mantenimento e i diritti successori verso l'altro coniuge.

Come si scioglie un'unione civile?

Basta che una delle parti dichiari la volontà di sciogliere l'unione davanti all'ufficiale di stato civile; dopo tre mesi si può presentare la domanda di scioglimento al tribunale o procedere con negoziazione assistita (art. 1, comma 24, L. 76/2016). Non è richiesta una fase di separazione.

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03

Affidamento dei figli

Che differenza c'è tra affidamento e collocamento?

L'affidamento riguarda chi prende le decisioni importanti (scuola, salute, educazione): nel condiviso le prendono entrambi i genitori. Il collocamento indica invece presso quale genitore il figlio vive prevalentemente; l'altro genitore ha tempi di frequentazione stabiliti.

Da che età il figlio viene ascoltato dal giudice?

Il minore che ha compiuto 12 anni, o anche di età inferiore se capace di discernimento, ha diritto di essere ascoltato nelle procedure che lo riguardano (artt. 315-bis e 336-bis c.c.). L'ascolto non è una "scelta" del figlio, ma un elemento che il giudice valuta.

Come si calcola l'assegno di mantenimento per i figli?

Non esiste una formula fissa. Il giudice considera le esigenze del figlio, il tenore di vita goduto durante la convivenza, i tempi di permanenza presso ciascun genitore, le risorse economiche di entrambi e il valore dei compiti domestici e di cura (art. 337-ter c.c.). Molti tribunali, compreso quello di Milano, usano protocolli per ripartire le spese straordinarie.

A chi va la casa familiare?

La casa viene assegnata tenendo conto prioritariamente dell'interesse dei figli, di norma al genitore con cui vivono in prevalenza, anche se non è il proprietario (art. 337-sexies c.c.). L'assegnazione viene meno se il figlio diventa autonomo o se il genitore non abita più stabilmente nella casa.

Un genitore può trasferirsi in un'altra città con i figli?

Il cambio di residenza del figlio è una decisione di maggiore interesse e va presa insieme dall'altro genitore; in caso di disaccordo decide il giudice. Il trasferimento non autorizzato all'estero può configurare sottrazione internazionale di minore.

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04

Rapporti patrimoniali tra coniugi

Quando si scioglie la comunione dei beni?

In caso di separazione la comunione si scioglie quando il giudice autorizza i coniugi a vivere separati oppure, nella separazione consensuale, alla data di sottoscrizione del verbale poi omologato (art. 191 c.c.). Da quel momento i nuovi acquisti restano personali.

Che differenza c'è tra assegno di mantenimento e assegno divorzile?

L'assegno di mantenimento (art. 156 c.c.) spetta durante la separazione al coniuge senza redditi adeguati, se la separazione non gli è addebitata. L'assegno divorzile (art. 5 L. 898/1970) si valuta dopo il divorzio con criteri diversi: considera anche il contributo dato alla vita familiare e alla formazione del patrimonio comune.

Il fondo patrimoniale protegge dai creditori?

Solo in parte: i beni del fondo non possono essere aggrediti per debiti che il creditore sapeva contratti per scopi estranei ai bisogni della famiglia (art. 170 c.c.). Il fondo costituito dopo il sorgere di un debito può inoltre essere impugnato con l'azione revocatoria.

I patti prematrimoniali sono validi in Italia?

Gli accordi stipulati prima del matrimonio in vista di un futuro divorzio sono stati tradizionalmente ritenuti nulli dalla giurisprudenza, ma il tema è in evoluzione. Sono invece validi gli accordi sul regime patrimoniale (convenzioni matrimoniali) e alcuni strumenti di pianificazione come trust e atti di destinazione.

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Successioni e donazioni

Entro quanto tempo si deve accettare un'eredità?

Il diritto di accettare si prescrive in 10 anni dall'apertura della successione (art. 480 c.c.). Chi è nel possesso dei beni ereditari deve però fare l'inventario entro 3 mesi, altrimenti è considerato erede puro e semplice (art. 485 c.c.).

Cosa vuol dire accettare con beneficio d'inventario?

Significa tenere separato il patrimonio dell'erede da quello del defunto: l'erede risponde dei debiti ereditari solo nei limiti di quanto riceve. È obbligatorio quando l'erede è un minore o un incapace (art. 471 c.c.).

Posso escludere un figlio dal testamento?

No, non del tutto: il figlio è legittimario e può agire in riduzione per ottenere la quota che la legge gli riserva, entro 10 anni dall'apertura della successione.

Una donazione può essere revocata?

Sì, ma solo per ingratitudine del donatario o per sopravvenienza di figli del donante (art. 800 c.c.), con un'azione giudiziale entro termini precisi.

Entro quando va presentata la dichiarazione di successione?

Entro 12 mesi dalla data del decesso, all'Agenzia delle Entrate, in via telematica. Non è richiesta se l'eredità è devoluta a coniuge e parenti in linea retta, non comprende immobili e ha un valore non superiore a 100.000 euro.

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Procedure esecutive

Cos'è l'atto di precetto?

È l'intimazione al debitore di pagare entro un termine non inferiore a 10 giorni, avvisandolo che in mancanza si procederà a esecuzione forzata. Il precetto perde efficacia se il pignoramento non inizia entro 90 giorni dalla notifica (art. 481 c.p.c.).

Si può pignorare lo stipendio?

Sì, con il pignoramento presso terzi (il datore di lavoro), ma entro limiti di legge: di regola un quinto per i crediti ordinari, con misure diverse per i crediti alimentari stabilite dal giudice (art. 545 c.p.c.).

Come si recupera un assegno di mantenimento non pagato?

Il provvedimento che fissa l'assegno è titolo esecutivo. Oltre al pignoramento, si può chiedere al giudice di ordinare al datore di lavoro dell'obbligato di versare direttamente una parte dello stipendio (art. 473-bis.37 c.p.c.). Il mancato versamento può avere anche rilievo penale (art. 570-bis c.p.).

Il debitore può opporsi all'esecuzione?

Sì: con l'opposizione all'esecuzione contesta il diritto del creditore a procedere (art. 615 c.p.c.); con l'opposizione agli atti esecutivi contesta la regolarità formale degli atti (art. 617 c.p.c.).

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Mediazione civile e commerciale

Quanto dura la mediazione?

La procedura dura al massimo 3 mesi dal deposito della domanda, prorogabili di ulteriori 3 mesi con accordo scritto delle parti (art. 6 D.Lgs. 28/2010).

L'accordo raggiunto in mediazione è vincolante?

Sì. Se è sottoscritto dalle parti e dagli avvocati che le assistono, l'accordo costituisce titolo esecutivo: in caso di inadempimento si può procedere direttamente con il pignoramento (art. 12 D.Lgs. 28/2010).

Cosa succede se non partecipo alla mediazione obbligatoria?

La mancata partecipazione senza giustificato motivo può essere valutata dal giudice nella successiva causa e comporta sanzioni economiche, oltre al fatto che, per chi agisce, la domanda giudiziale può essere dichiarata improcedibile.

Ci sono agevolazioni fiscali?

Sì: sono previsti crediti d'imposta per il compenso dell'avvocato e per le indennità dell'organismo, entro i limiti stabiliti dalla legge (art. 20 D.Lgs. 28/2010).

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Tutela dei minori

Quando un genitore può perdere la responsabilità genitoriale?

Il giudice può pronunciare la decadenza quando il genitore viola o trascura i propri doveri o abusa dei poteri con grave pregiudizio del figlio (art. 330 c.c.). Nei casi meno gravi può limitare la responsabilità con provvedimenti mirati (art. 333 c.c.). Si tratta di misure revocabili se cessano le ragioni che le hanno giustificate.

Cosa fare se l'altro genitore porta il figlio all'estero senza consenso?

Occorre agire con urgenza: tramite l'Autorità centrale italiana si può chiedere il rientro del minore in base alla Convenzione dell'Aja del 1980. Se la domanda è proposta entro un anno dal trasferimento, il ritorno è la regola, salvo le eccezioni previste dall'art. 13 della Convenzione.

Per vendere un immobile di un figlio minorenne serve l'autorizzazione del giudice?

Sì. Gli atti di straordinaria amministrazione sui beni del minore, come vendite, accettazione di eredità o divisioni, richiedono l'autorizzazione del giudice tutelare (art. 320 c.c.).

Chi è il curatore speciale del minore?

È un avvocato nominato dal giudice per rappresentare il minore nel processo quando i suoi interessi possono essere in conflitto con quelli dei genitori. Dal 2022 la nomina è obbligatoria in alcuni casi, ad esempio nei procedimenti per decadenza dalla responsabilità genitoriale (art. 473-bis.8 c.p.c.).

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Adozioni nazionali e internazionali

Può adottare una persona single?

Per l'adozione nazionale "piena" la legge richiede una coppia sposata; la persona singola può però accedere all'adozione in casi particolari (art. 44 L. 184/1983), ad esempio se ha un legame affettivo stabile con un minore orfano. Con la sentenza n. 33/2025 la Corte costituzionale ha ammesso anche le persone singole a chiedere l'idoneità all'adozione internazionale.

Quanto dura la validità della domanda di adozione nazionale?

La dichiarazione di disponibilità conserva efficacia per tre anni dalla presentazione e può essere rinnovata. È possibile presentarla a più Tribunali per i minorenni.

Chi valuta l'idoneità della coppia?

I servizi socio-assistenziali degli enti locali svolgono le indagini sulla coppia (situazione personale, familiare, sanitaria ed economica, motivazioni); sulla base della relazione il Tribunale per i minorenni si pronuncia.

È obbligatorio passare da un ente per l'adozione internazionale?

Sì. Dopo il decreto di idoneità, la coppia deve conferire incarico a uno degli enti autorizzati dalla Commissione per le adozioni internazionali (CAI) entro un anno.

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Adozione di maggiorenni

Si può adottare un maggiorenne se si hanno già figli?

Sì. Dopo gli interventi della Corte costituzionale, la presenza di figli dell'adottante non impedisce l'adozione, ma i figli maggiorenni devono prestare l'assenso (art. 297 c.c.).

L'adottato cambia cognome?

L'adottato assume il cognome dell'adottante e lo antepone al proprio (art. 299 c.c.).

L'adottato eredita dall'adottante?

Sì: nella successione dell'adottante l'adottato ha gli stessi diritti di un figlio. L'adottante invece non eredita dall'adottato (art. 304 c.c.).

La differenza di 18 anni è sempre richiesta?

È la regola, ma con la sentenza n. 5/2024 la Corte costituzionale ha consentito al giudice di ridurla in casi di esiguo scostamento e per motivi meritevoli, come un consolidato rapporto familiare.

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Hai bisogno di un parere sul tuo caso?

Il primo passo è un colloquio conoscitivo in studio, a Milano, o a distanza. Ti spieghiamo le possibili strade e i relativi costi prima di iniziare.