Separazione e divorzio

In Italia ci si può separare in modo consensuale (con un accordo tra i coniugi) o giudiziale (quando l'accordo non c'è); il divorzio si può chiedere dopo 6 mesi dalla separazione consensuale o 12 mesi da quella giudiziale. Lo Studio assiste i coniugi di Milano e provincia in tribunale, in negoziazione assistita e nelle separazioni con elementi internazionali.

Interno di un'auto d'epoca decappottabile ferma su una strada di campagna

Qual è la differenza tra separazione consensuale e giudiziale?

La separazione consensuale si basa su un accordo tra i coniugi su tutti gli aspetti: figli, casa familiare, assegni e divisione dei beni. Il tribunale verifica che l’accordo tuteli i figli e lo recepisce. La separazione giudiziale si avvia quando l’accordo manca: è il giudice a decidere, dopo un processo in cui ciascuno presenta le proprie richieste e prove.

Consensuale Giudiziale
Presupposto Accordo su tutte le condizioni Disaccordo anche su un solo punto
Chi decide I coniugi, con verifica del giudice Il giudice
Durata indicativa Alcune settimane o pochi mesi Da uno a più anni
Divorzio possibile dopo 6 mesi 12 mesi dalla prima udienza

Quali sono le alternative al tribunale?

  • Negoziazione assistita (art. 6 D.L. 132/2014): ogni coniuge è assistito da un avvocato; l’accordo firmato viene trasmesso al pubblico ministero e poi all’ufficiale di stato civile. Vale anche in presenza di figli minori o non autosufficienti.
  • Accordo davanti al sindaco (art. 12 D.L. 132/2014): possibile solo senza figli minori, maggiorenni non autosufficienti o con disabilità, e senza trasferimenti di beni.
  • Mediazione familiare: un percorso con un mediatore professionista per costruire l’accordo, spesso utile prima di formalizzarlo. Lo Studio collabora con mediatori e altri professionisti (psicologi, consulenti patrimoniali) quando il caso lo richiede.

Come funziona il divorzio?

Il divorzio fa cessare gli effetti civili del matrimonio. Oltre ai tempi indicati sopra, occorre che la separazione non sia stata interrotta da una riconciliazione. In sede di divorzio si regolano di nuovo affidamento e mantenimento dei figli e l’eventuale assegno divorzile (art. 5 L. 898/1970), che ha una funzione assistenziale, compensativa e perequativa secondo le Sezioni Unite della Cassazione (sent. n. 18287/2018).

Di cos’altro si occupa lo Studio in quest’area?

  • modifica delle condizioni di separazione e divorzio, quando cambiano redditi o esigenze dei figli;
  • famiglie di fatto e convivenze, anche con il contratto di convivenza (L. 76/2016);
  • unioni civili e loro scioglimento;
  • separazioni e divorzi internazionali, quando i coniugi hanno cittadinanze diverse o vivono in Paesi diversi: in questi casi si applicano anche il Regolamento (UE) 2019/1111 e il Regolamento (UE) 1259/2010 sulla legge applicabile.

Riferimenti normativi

  1. Artt. 150–158 c.c. (separazione personale dei coniugi)
  2. L. 1 dicembre 1970, n. 898 (divorzio) e L. 6 maggio 2015, n. 55 (divorzio breve)
  3. Artt. 473-bis e ss. c.p.c. (rito unico per persone, minorenni e famiglie – D.Lgs. 149/2022)
  4. Art. 6 D.L. 132/2014, conv. L. 162/2014 (negoziazione assistita)
  5. L. 20 maggio 2016, n. 76 (unioni civili e convivenze)

Domande frequenti

Quanto costa una separazione consensuale a Milano?

Il costo è dato dal contributo unificato (43 euro per la consensuale), dalla marca da bollo e dal compenso dell'avvocato, calcolato secondo i parametri forensi (D.M. 55/2014 e successivi aggiornamenti). Lo Studio consegna sempre un preventivo scritto prima di iniziare, come previsto dall'art. 13 della L. 247/2012.

Quanto tempo serve per divorziare?

Il divorzio si può chiedere dopo 6 mesi dalla separazione consensuale (o dall'accordo di negoziazione assistita) oppure dopo 12 mesi dalla prima udienza della separazione giudiziale (art. 3 L. 898/1970). Dal 2023 è possibile proporre nello stesso ricorso sia la domanda di separazione sia quella di divorzio (art. 473-bis.49 c.p.c.).

Serve per forza andare in tribunale?

No. Con la negoziazione assistita da almeno un avvocato per parte, i coniugi firmano un accordo che, dopo il nulla osta o l'autorizzazione del pubblico ministero, produce gli stessi effetti di un provvedimento del giudice.

Cosa significa "addebito" della separazione?

È la dichiarazione, chiesta da un coniuge al giudice, che la separazione è dovuta a un comportamento dell'altro contrario ai doveri del matrimonio (art. 151 c.c.). Chi subisce l'addebito perde il diritto all'assegno di mantenimento e i diritti successori verso l'altro coniuge.

Come si scioglie un'unione civile?

Basta che una delle parti dichiari la volontà di sciogliere l'unione davanti all'ufficiale di stato civile; dopo tre mesi si può presentare la domanda di scioglimento al tribunale o procedere con negoziazione assistita (art. 1, comma 24, L. 76/2016). Non è richiesta una fase di separazione.

Le informazioni di questa pagina hanno carattere generale e non sostituiscono una consulenza sul caso specifico.

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